Fate conto (che ci sia un titolo sagace)

L'unico blog di fotografia in cui si parla di cose veramente fotografiche (No.)

Io non sono (più) qui.

Il mio blog si è trasferito! Il nuovo indirizzo è:

http://www.robertaprendin.com/blog/

Non aggiornerò più qui, quindi tanto vale farvene una ragione (no) e provare a seguirmi di là.

Tante care cose gente.

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Apologia della pianta grassa: Liguria.

(o anche: inno all’amicizia con la cara Martina)

Carissimi,
questa settimana sono andata in un posto molto bello chiamato Liguria. Ho scoperto tante cose e mi sono sentita come Dora l’esploratrice, solo un po’ meno anglofona. Ho anche appurato che la Liguria è il regno di Martina, la potente donna idolo dei cactus. Spero tu ti faccia due o tre risate, cara Martina. Conto su di te.

Dicevo, la Liguria è un posto molto avanti: uliveti a non finire, splendide colline qua e là , un mare che se lo fotografi non sai mica se rende e, soprattutto, rami. Rami ovunque. E voi sapete quanto io tenga ai rami.

Inizialmente abbiamo fatto un giro vicino Lavagna, in provincia di Genova, presi da una sottospecie di revival-andiamo-a-vedere-dove-andavamo-in-ferie-anni-fa.

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Di come la neve sia molto interessante (se non devi uscire di casa)

Come penso vi siate già accorti, all’inizio di Febbraio ha fatto un po’ freddino e, come dire, ha nevicato un po’ ovunque.

Siccome le nevicate, qui, sono cose un po’ degne di nota – nel senso che notoriamente fanno tirare un po’ di bestemmie  -, ho pensato di girare il mio uggioso paesino per fare qualche foto. I risultati di mezzora di “madonna santissima ma quanto vento c’è”, intervallato da “oddio le lenti a contatto oddio oddio oddio”, sono i seguenti:

 

(e poi viene il bello)

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Beatrice & Matteo, lo sneak peek

Siccome qui non ci facciamo mancare sostanzialmente niente, ecco. Sneak peek. Cosa sarà mai?

Le altre foto tra qualche giorno.
(E sì, ci sarà anche un paesaggio. Non vi libererete di me così facilmente).

Tentativo di riconciliazione con la nebbia

Come credo qualcuno abbia intuito, la qui presente donnina vive nel profondo nord-est. Tre sono le piaghe che maggiormente ci affliggono, in questi tristi luoghi:

  • I giovini che sputano per terra perché “non si è ben capito” fatto sta che ci sono sputi ovunque.
  • La nebbia.
  • (Ve la lascio indovinare, non è difficile).

Non avendo ancora avuto lo stimolo di fare un reportage sulla sputo-mania che colpisce in media la fascia 15-25 anni, ho pensato di correggere almeno in parte questa mia mancanza andando a fotografare la nebbia. E questo il risultato: sono tutte fotografie scattate con un Nikkor 50mm f1,8.

Firestarter

(Questa è cliccabile, le altre un po’ meno)

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Un anno su wordpress: casi umani che non ve lo dico neanche a fare.

Bene, miei cari: è giunto quel momento, quello che forse in due o tre aspettavano da tempo. È l’ora del mio personalissimo

Bilancio di fine anno (of doom).

…con la differenza che, almeno per ora, non parlerò di me. In linea con l’altruismo che da sempre mi caratterizza – forse più della mia assoluta e straripante modestia – , ho deciso di dedicare questo post a voi.

Voi che fate ricerche su Google ponendogli delle domande.

Voi che cercate lo stesso termine tre volte, cambiando magari una lettera o due, perché ancora non avete capito di preciso cosa state cercando ma va bene lo stesso. 

Voi che capitate qui per caso e siete bellissimi, perché ve lo giuro, ve lo giuro, io non so come facciate a fare ricerche simili. Però ce la fate. Mistero.

Ma andiamo con ordine.

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Gente che ne sa a pacchi #1

Sono una persona spregevole quindi glisso oltre il classico bilancio di fine anno e vado subito al sodo: vi mostro le foto di un fotografo paesaggista che trovo molto bravo, Peter Spencer. Fa dei lavori a mio avviso splendidi, eppure mi pare che non se lo fili quasi nessuno. Al solito, oserei dire.

Norway Ersfjordbotn

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Visitatemelo: Serrai di Sottoguda (BL)

Malgrado l’estate sia ormai un ricordo, le temperature sono ancora gradevoli e – a quanto pare – la neve stenta a comparire sui monti (o così mi dicono, ambasciator non porta pena eh). Perciò, dato che la sorte pare aiutarci, vi propongo il primo itinerario di montagna per gente nata stanca e con allenamento pari a zero (ossia per persone come me). Siori e siore, ecco perciò a voi i favolosi

Serrai di Sottoguda.
(Fuck yeah)

So I can feel the rain

I Serrai sono una gola naturale scavata a tempo perso dal torrente Pettorina. Il percorso si trova in provincia di Belluno e collega il paesino di Sottoguda – dove peraltro c’è un negozio d’alimentari che fa dei panini che non vi dico – a Malga Ciapela, altrimenti raggiungibile percorrendo il passo Fedaia. L’intero itinerario è lungo circa tre chilometri ed è percorribile in assoluta tranquillità dato ch’è completamente asfaltato, ombreggiato e con pendenze minime. D’estate, per i meno volenterosi, c’è persino un mistico trenino à la riviera romagnola che fa perennemente avanti e indietro da Sottoguda a Malga Ciapela; d’inverno, se siete potentemente attrezzati, potete farvi una facile ciaspolata oppure – udite udite – tentare d’ammazzarvi con uno slittino. Una goduria.

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Di discorsi bruttissimi contro intere generazioni, pt. 1

A-hem.

Il mondo della fotografia (online ma non solo) non solo è bruttobrutto ma soprattutto è popolato da una varietà di soggetti incredibili che sarebbe un peccato se io decidessi, per una volta, di starmene zitta in un angolo senza sparare qualche cagata. E allora, conscia di sembrare Miss so-tutto-io-e-voi-non-siete-nessuno, è con gran divertimento che vi propongo una personalissima

Fenomenologia della fauna fotografica,
per come l’ho conosciuta in questi anni,
con l’intento di provocare del lulz. 

(Potete anche fare un giochino: fate +1 punto ogni volta che, leggendo, riconoscete qualcuno che avete incontrato nella vostra vita)

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Di come ottenni delle belle cose da belle persone

Io faccio foto. Fin qui, nessuna novità.
Ho un’amica che dipinge. Anche qui, nulla di strano.

Se però l’amica in questione comincia a dipingere le mie fotografie (aggiungendo pure che le piacciono un sacco)… beh, se permettete comincio a fare gli occhi a stellina e a darmi alla calimero dance!

La mia amica artista si chiama Chiara, ha la mia età ed è una gran figa. Secondo me ha fatto dei dipinti veramente bellissimi: io non saprei nemmeno come prendere in mano un pennello, tanto per dire. Vi faccio vedere che cos’ha dipinto finora:

Quite an understatement

Head up (too many times)

Satine (II)
Ne vado molto fiera. Checchè ne dica, i suoi lavori mi piacciono molto. ❤

[Chiara, se stai leggendo: grazie. E non prendertela se ti ho fatto tutti ‘sti complimenti, che te li meriti, direi.]